"Ovvero un interessante spaccato della cultura italiana".
[Si apre il sipario.]
Ci troviamo davanti ad Arlecchino che litiga con Pulcinella, che a sua volta parla con Colombina e le sue amiche, che poi se ne vanno dopo aver ricevuto una lauta mancia, nel frattempo Brighella continua a tramare i suoi loschi affari e tutti gli altri che ci disegnano intorno una bella cornicetta fatta di lettere, fotografie, telefonate, giornali, telegiornali, trasmissioni, onorevoli, consiglieri regionali, amici e amiche, veline, prostitute (oh, scusate il cliché, escort), tronisti, residence, case a montecarlo, società off-shore, banche, mafia...
Poi vedo per caso in tv una sera Il Divo, e nonostante sia trasmesso da un'emittente che è ultimamente di successo, e nonostante magari non racconti tutto quello che è realmente accaduto, che per inciso molto probabilmente non si saprà mai, mi accorgo.
Mi accorgo di una cosa. che nonostante tutti stiano a discutere di tutte queste cose interessanti, alla fine il commento è sempre: "Beh, dovremmo però parlare ora di cose più importanti per il paese." Ok, sono d'accordo.
E tutto ad un tratto, nella magia di quella tecnologia che è la televisione, parte la pubblicità. E la trasmissione finisce lì.
Mi accorgo di una cosa molto banale. che nonostante tutta la buona volontà di chi pronuncia quella frase, nonostante magari la sua istantanea e momentanea, temporalmente limitata, voglia di fare veramente del bene allo stato ancor prima che alle persone, dall'alto di una posizione che gli ha permesso di partecipare a una trasmissione televisiva, come sempre, paga Pantalone.
Cez
Non vogliatemi male se voglio raccontarvi questa storia che a voi sembrerà di poco conto.
Questa è la storia di una finestra, un pinguino e una mela.
Immaginatevi un paese in cui ogni persona nella sua casa si trova improvvisamente ad avere la possibilità di avere uno o più di questi tre oggetti, e decida quale prendere in base alle sue necessità.
I pinguini erano dei lavoratori veloci, instancabili, efficienti, non si rompevano mai e lavoravano gratuitamente, ma avevano un difetto, era difficile addomesticarli, e a volte facevano delle strane bizze.
Le finestre avevano un aspetto impeccabile, funzionavano benissimo, e permettevano di guardare il mondo circostante alla casa con disarmante facilità, però, essendo manufatti, andavano incontro a una precoce degenerazione, la serratura si chiudeva male o non si chiudeva più, i vetri si annerivano, il legno di cui erano fatte si disgregava velocemente, deludendo molto gli uomini, che pensavano di poterle tenere nelle loro condizioni iniziali pur usandole tutti i giorni.
Le mele infine, erano ottime da intagliare e dolci da mangiare, e facevano sfruttare all'uomo tutta la sua creatività, però avevano un difetto anche loro, al mercato del paese infatti, le mele erano l'oggetto più costoso da comprare in assoluto e perciò molti uomini non se le potevano permettere.
Così un giorno, le finestre decisero di aggirare i pinguini e le mele.
Il capo della fabbrica di finestre fece produrre delle finestre che dovevano funzionare solo insieme ad altre finestre, se nella stessa casa c'era una mela o un pinguino non avrebbero dovuto parlarsi, nè scambiarsi idee o notizie.
Inoltre avrebbero dovuto essere aperte solo con una chiave prodotta dalla fabbrica di finestre e si sarebbe potuto guardare il mondo solo attraverso i vetri prodotti dalla fabbrica di finestre. Si decise di non dire queste cose agli uomini, ma di fare le più belle finestre mai fatte, con una verniciatura sfavillante, una serratura che luccicava, delle finiture perfette. Per poterle vendere al mercato allo stesso prezzo però, il capo decise che la struttura delle finestre sarebbe stata fatta con il legno più scadente, d'altronde, si disse, in questo paese dove c'è sempre il sole, non è necessario che la struttura sia particolarmente solida.
E così l'uomo, che non conosceva tutte queste cose ma vedeva che le finestre erano bellissime, iniziò a comprarne tantissime, e ogni casa con una di quelle finestre era la più bella, chi aveva una vecchia finestra ne comprava una nuova. Anche chi era contentissimo del suo pinguino o della sua mela si decise a comprare una finestra che sicuramente gli faceva fare una figura migliore, pensando di poter tenere entrambi, nel caso non gli andasse bene la finestra.
Ogni mela fu buttata via e ogni pinguino ucciso, perchè le finestre si rifiutavano di andare se anche solo uno di loro era nella loro casa.
Gli uomini che avevano una finestra non riuscivano più a parlare con quelli che avevano una mela o un pinguino, che restavano così isolati.
Il capo dei coltivatori di mele fu allontanato dai suoi frutteti, e così iniziò un veloce declino delle mele perchè i coltivatori, non essendo più controllati e aiutati nel loro lavoro da qualcuno, continuarono a coltivarle come facevano, senza mai migliorarsi.
I pinguini furono aiutati da pochi temerari, che credevano che ci fosse un modo per addomesticarli meglio, e per farli lavorare bene anche a chi non sapeva nulla di loro.
Nel frattempo le finestre, non avendo più alcun tipo di concorrenza aumentarono di prezzo fino all'inverosimile, fino a superare il prezzo delle mele, che all'inizio era di gran lunga superiore.
Ma non tutto è ancora perduto.
Il capo dei coltivatori fu riabilitato non appena questi si accorsero che era necessario per far fruttare il loro lavoro, e così le mele sono tornate ancora più belle (e ancora più costose, ahimè!) al mercato del paese.
Quei pochi allevatori di pinguini temerari pian piano stanno aumentando di numero, perchè il lavoro di quei primi è andato avanti molto e molto bene e i pinguini sono addomesticati adesso molto meglio.
Quest'ultima possibilità è stata data non per l'uomo che decise di scegliere per il suo meglio, poichè difficilmente avrebbe cambiato le finestre, ma a causa di uno dei problemi più evidenti di queste.
La loro struttura debole aveva invitato molti tarli, molti vermi e molte formiche ad attaccarle e a mangiarle piano piano, fino a distruggerle completamente, e solo a quel punto l'uomo se ne accorgeva.
Inoltre anche se le finestre non venivano attaccate, si indebolivano fino quasi ad autodistruggersi per quanto male erano fatte e l'uomo si trovava così senza finestra e senza più soldi in ogni caso.
Ahimè, cari lettori, ci scusiamo per non aver potuto terminare questo racconto, ma non abbiamo ancora potuto vedere la fine nemmeno noi che narriamo.
Nonostante questo siamo ottimisti e pensiamo che se le finestre non miglioreranno la loro qualità, il loro declino sarà inequivocabile.
Questa invero è la storia di una mela, un pinguino e una finestra.
Cez
Oggi mi interrogavo sul significato che ha un qualsiasi progetto.
Un progetto presuppone uno scopo, un impegno da parte di chi vi partecipa, una partecipazione, appunto, attiva.
Ogni cosa, ogni idea può trasformarsi in un progetto.
Una penna, una chitarra, un pennarello.
Siamo tutti figli dei progetti che ci nascono dentro e che influenzano le nostre scelte, anche una qualunque.
Cercare di fuggire dalla realtà è vedere completamente realizzato il nostro progetto.
Il nostro successo, la nostra rovina.
Il nostro "sto bene come sto ora".
Ognuno per continuare a vivere deve avere un progetto.
Se il progetto di qualcun altro richiede delle modificazioni nella nostra vita, quello è un progetto che noi dobbiamo valutare.
E' necessario della vita umana valutare i progetti degli altri nei nostri confronti e in quelli di chi ci è vicino.
L'opinione è valutazione di un progetto.
I progetti sono quello che ci fa andare avanti del resto, ciò che ci fa interessare della vita e ciò che ci fa sognare (se non ci permette) di migliorarla, e criticare quelli degli altri se sono rivolti a tutti permette tramite la discussione di migliorare quei progetti per migliorare la loro parte che verrà eventualmente concretizzata.
Aprire spazi dove esprimere la propria opinione riguardo ai progetti degli altri secondo la propria coscienza.
Ecco, questo è un buon progetto.
Buon lavoro a tutti.
Cez
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