Mi ha particolarmente colpito l'aggressione a Belpietro.
Aldilà della facile ironia che può essere suscitata da questa vignetta, rivela un problema di fondo della nuova/più-o-meno giovane generazione bombaroldinamitarda.
Se la prendono con le persone sbagliate.
Che mi si venga a dire: Belpietro è un giornalista, m'incazzo. E di brutto.
Che mi si venga a dire: accoppiamo Belpietro, siete dei deficienti.
Come per Milano, inizia ora l'opera di martirizzazione sine martirio.
Come per venerdì, quando un giovanotto incazzato (giustamente) si proponeva di lanciare una bottiglia di plastica addosso all'AIM, poi leggi sul giornale: "Abbiamo dovuto lavorare per pulire".
Siamo realisti: se si vuole vincere le strade sono due.
1. Sei fortissimo e prendi a randellate, sprangate, molotov e pugnalate varie il tuo avversario.
2. Se non lo sei, lo devi diventare. E per farlo devi convincere gli altri che tu sei più bravo, più buono, più bello, diverso dal tuo avversario.
E aggredire (per modo di dire!) un cagnolino al guinzaglio, sporcare la tua città o lanciare una bottiglia, non sono sicuramente il modo giusto per farlo.
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