"Ovvero un interessante spaccato della cultura italiana".
[Si apre il sipario.]
Ci troviamo davanti ad Arlecchino che litiga con Pulcinella, che a sua volta parla con Colombina e le sue amiche, che poi se ne vanno dopo aver ricevuto una lauta mancia, nel frattempo Brighella continua a tramare i suoi loschi affari e tutti gli altri che ci disegnano intorno una bella cornicetta fatta di lettere, fotografie, telefonate, giornali, telegiornali, trasmissioni, onorevoli, consiglieri regionali, amici e amiche, veline, prostitute (oh, scusate il cliché, escort), tronisti, residence, case a montecarlo, società off-shore, banche, mafia...
Poi vedo per caso in tv una sera Il Divo, e nonostante sia trasmesso da un'emittente che è ultimamente di successo, e nonostante magari non racconti tutto quello che è realmente accaduto, che per inciso molto probabilmente non si saprà mai, mi accorgo.
Mi accorgo di una cosa. che nonostante tutti stiano a discutere di tutte queste cose interessanti, alla fine il commento è sempre: "Beh, dovremmo però parlare ora di cose più importanti per il paese." Ok, sono d'accordo.
E tutto ad un tratto, nella magia di quella tecnologia che è la televisione, parte la pubblicità. E la trasmissione finisce lì.
Mi accorgo di una cosa molto banale. che nonostante tutta la buona volontà di chi pronuncia quella frase, nonostante magari la sua istantanea e momentanea, temporalmente limitata, voglia di fare veramente del bene allo stato ancor prima che alle persone, dall'alto di una posizione che gli ha permesso di partecipare a una trasmissione televisiva, come sempre, paga Pantalone.
Cez
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