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Commedia dell'arte.

"Ovvero un interessante spaccato della cultura italiana".

[Si apre il sipario.]

Ci troviamo davanti ad Arlecchino che litiga con Pulcinella, che a sua volta parla con Colombina e le sue amiche, che poi se ne vanno dopo aver ricevuto una lauta mancia, nel frattempo Brighella continua a tramare i suoi loschi affari e tutti gli altri che ci disegnano intorno una bella cornicetta fatta di lettere, fotografie, telefonate, giornali, telegiornali, trasmissioni, onorevoli, consiglieri regionali, amici e amiche, veline, prostitute (oh, scusate il cliché, escort), tronisti, residence, case a montecarlo, società off-shore, banche, mafia...

Poi vedo per caso in tv una sera Il Divo, e nonostante sia trasmesso da un'emittente che è ultimamente di successo, e nonostante magari non racconti tutto quello che è realmente accaduto, che per inciso molto probabilmente non si saprà mai, mi accorgo.

Mi accorgo di una cosa. che nonostante tutti stiano a discutere di tutte queste cose interessanti, alla fine il commento è sempre: "Beh, dovremmo però parlare ora di cose più importanti per il paese." Ok, sono d'accordo.
E tutto ad un tratto, nella magia di quella tecnologia che è la televisione, parte la pubblicità. E la trasmissione finisce lì.

Mi accorgo di una cosa molto banale. che nonostante tutta la buona volontà di chi pronuncia quella frase, nonostante magari la sua istantanea e momentanea, temporalmente limitata, voglia di fare veramente del bene allo stato ancor prima che alle persone, dall'alto di una posizione che gli ha permesso di partecipare a una trasmissione televisiva, come sempre, paga Pantalone.

Cez

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Una gabbia di matti

Mentre pericolose bande criminali di pensionati rubano al supermercato cibo e detersivi per un valore di 12 euro, c'è gente onesta che lavora duramente per sudarsi il suo tozzo di pane quotidiano. Alla seconda schiera appartiene lo zelante e ligio Ministro dell' Interno Maroni. Se l'opinione pubblica si è improvvisamente accorta dell'esistenza dei rom dopo il rogo di Roma, Maroni si prodiga da tempo in prima persona per risolvere “l'emergenza campi nomadi”, assegnando poteri speciali ai prefetti e finanziando la realizzazione di strutture adeguate e di campi attrezzati e sorvegliati. Gli sgomberi non esistono. Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, annuncia che chiederà urlando al Governo di assegnare poteri speciali al Prefetto, e finanziamenti per realizzare finalmente tutti gli insediamenti organizzati. Ma... Maroni non l'aveva già fatto? Che Alemanno stia passando al lato oscuro della forza, con invenzioni degne dei più fantasiosi magistrati comunisti? No, semplicemente è terùn, spiega Borghezio: «Alemanno risolve i problemi in modo classico, chiedendo soldi e finanziamenti. È tipico degli amministratori meridionali e romani. Ha già avuto 30 milioni di euro, che con i 32 che chiede per risolvere la questione fanno 62.». Sempre secondo il genio della matematica Borghezio, il Presidente Napolitano ha commesso un grave errore andando dalle famiglie dei bimbi rom rimasti uccisi, mettendo in scena un lugubre cerimoniale e promuovendo così un ipocrita buonismo di Stato, e «sarebbe un bene che i signori buonisti tirassero fuori i soldi di tasca loro». Bossi invece, evitando ogni clichè, sostiene che la Francia ha fatto bene, perchè i rom sono dei ladri e gli italiani non li vogliono. Alla faccia di Roma ladrona e di quel terùn spillasoldi di Alemanno. Il trota però smentisce, dicendo che i romani sono simpaticissimi, che gli piace, come a mammà, Renato Zero, e che il padre scherza: le sue sono solo battute, ma nel Purgatorio di Petrarca finirebbe sicuramente tra i prodighi, è troppo generoso con tutti, quasi come Silvio e Gesù che aiutavano le prostitute senza volere nulla in cambio[senza fonte]. Il colto Renzo si configura dunque come valida alternativa per lo Stato italiano, con il suo connubio di moderazione e arguzia, illuminando questa selva oscura -patria di ladri e sfaticati, in cui solo il coerente governo si fa il mazzo- con una nuova speranza di salvezza.


Rom sgombrati e cacciati a calci in culo in attesa di essere condotti in campi attrezzati e sorvegliati.

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che fare?

e dopo molto tempo mi ritrovo seduto alla mia vecchia scrivania flexa di legno ammaccata rigata smembrata e traballante e ascoltando l'ultimo grande album dei newyorchesi mgmt di brooklyn col loro suono elettronico ascoltando dicevo questa musica coinvolgente avvolgente commovente a volte insomma ascoltando scrivo e bevo tè bevo tè e scrivo liberamente e alternativamente senza meta senza progetto senza in effetti avanzare giusto per il gusto di sentire il suono delle mie dita secche e nodose che scorrono sulla tastiera tap tap tap tap stlak che è il suono del pulsante per lo spazio inteso come spazio vuoto gap direbbero gli inglesi tra due parole non inteso come spazio tipo quello che sta là in cima al cielo e da cui vengono gli alieni ma comunque ho un terribile raffreddore fuori in questi giorni si gela proprio non capisco perchè l'architetto del mondo si è sentito in dovere di aggiungere l'inverno alle altre tre stagioni che in fondo erano già tante certo così l'anno dura di più ma a che prezzo il prezzo è appunto questo raffreddore che mi rincitrullisce e mi costringe a bere una quantità praticamente infinita di tè senza poterne apprezzare l'aroma che poi in realtà so bene che è solo un sapore selezionato e confezionato dai signori della twinings per me e migliaia di miei simili che berranno questo stesso tè che viene da lontano per nave dorso d'asino treno carovana gasdotto e/o chissà che altro e arriva

sulla mia tavola

in una esclusiva confezione di latta colorata che soddisfa nella forma nell’aspetto il bisogno estetico mio e dei miei colleghi consumatori ma sto divagando il nocciolo della questione erano appunto le nocciole nel barattolo di vetro decorato tipo bassorilievo appoggiato sul piano ligneo di questa mia vecchia scrivania nocciole che ogni tanto mangio ma non mi piacciono tanto e poi non fa bene mangiare fuori pasto e non fa nemmeno bene scrivere senza argomento così a cazzo e invece io a quanto pare me ne frego e tap tap tap tap le mie parole sono proprio come queste noccioline tutte più o meno simili più o meno cromaticamente analoghe più o meno insapori e certamente già passate sulla bocca d’altri non proprio queste certo ma altre esattamente identiche

capite il dramma

ma adesso per ridere adesso visto che cercar d’atteggiarsi da persone serie per troppo tempo è cosa da arroganti o da idioti e poi è molto ipocrita adesso insomma per ridere adesso cambio argomento e vi racconto una storia la storia di un pappagallo che sta appoggiato sulla spalla di uomo di colore che cammina per strada ma ad un tratto si ferma non cammina più resta immobile in mezzo alla strada a fissare il vuoto con quel buffo pappagallo sulla spalla immobile pure lui e la colpa è tutta del vecchio jack che si è accorto che si tratta di una storiella politicamente molto scorretta tanto che forse sarebbe meglio non raccontarla affatto e allora cambiamo ancora argomento e lasciamo l’uomo di colore e il pappagallo alla loro inerte immobilità e parliamo dell'attualità italiana ad esempio pare che sia il 150esimo anniversario dell’unità d’italia dico per dire dico per ridere insomma è passato un sacco di tempo da questo risorgimento di una nazione che s’era fatta ma bisognava ancora fare gli italiani a me pare che adesso siano abbastanza fatti pure loro permettetemi questa battutaccia e comunque nessuno si ricorda cosa sia questa italia ammesso che sia mai esista forse sui libri del guidorizzi ve lo ricordate il guidorizzi forse dovremmo chiederlo a lui dov’è finita l’italia di cui scriveva in fondo sembrava che la conoscesse bene che fossero quasi amici ma del resto si sa che a una certa età invecchiando si cominciano a perdere molte buone abitudini come ad esempio uscire di casa utilizzare strumenti tecnologicamente avanzati e mantenere vive le nostre amicizie ecco l’ho detto chissà se il guidorizzi e l’italia sono ancora amici chissà qua chissà là vedo gente confusa ma forse è solo il mio specchio certo c'è chi comunque non ne fa una tragedia e si distrae con la fica ma insomma qualcuno si pone il problema e poi va a sbronzarsi per forza di cose perchè la soluzione gli sfugge e a questo punto come non pensare al vecchio hemingway che sul tema la sapeva lunga assai e poi non si può non pensare ai mandarini che a differenza delle mele hanno capito bene come va a finire se ne sono fatti una ragione e si sono già divisi diligentemente in spicchi e ancora come non pensare a joe strummer che diceva che

pensare è il motivo per cui svegliarsi alla mattina

e aveva molto probabilmente ragione anche se non va dimenticato che nel sonno il cervello non cessa affatto di lavorare anzi ricordate a tal proposito la canzone dei tre allegri ragazzi morti che s'intitola piccolo cinema onirico ma tanto per restare in tema musicale e citare un altro grande maestro della creatività commerciale ricordatevi intendo a proposito di quanto diceva invece strummer ricordatevi che opportunities come once in a lifetime perciò carpe diem e buona notte

sono due visioni diverse e opposte a mio parere anche se di certo non sono le uniche

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